venerdì 19 ottobre 2012
domenica 12 agosto 2012
UN POPOLO SENZA DIGNITA'. IN CERCA DI RISCATTO?
sabato 28 aprile 2012
SICILIA ORIENTALE. LA POLVERIERA PUO' SCOPPIARE DA UN MOMENTO ALL'ALTRO.
Nel giorni 19 e 20 aprile 2012 si è svolto nell’’Hotel Bellini di Catania (ex Jolly) un convegno organizzato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), con la partecipazione dei massimi esperti europei e internazionali di inquinamento ambientale e relative ricadute sulla salute umana. In questo convegno, quali invitati ufficiali, abbiamo preso parte attiva come esperti locali, e si è messo a punto un progetto pilota riguardante la ricerca di tutta una serie di biomarcatori nella popolazioni residenti nelle tre aree industriali siciliane. Sono state valutate e approvate le varie tipologie di biomarcatori da ricercare e le classi di popolazioni. Da parte nostra abbiamo presentato tutti gli studi epidemiologici effettuati nella nostra area, i dati sulle emissioni e l’inquinamento ambientale, oltre a una dettagliata tipologia dei vari impianti industriali in atto esistenti. Data la maggiore complessità dell’area industriale siracusana rispetto a quelle di Gela e Milazzo, è stato ritenuto indispensabile aumentare il numero e la complessità dei biomarcatori (metalli pesanti, diossine, Ipa e organo clorurati, etc.), in ciò convinti dai riscontri delle indagini epidemiologiche che evidenziano un preciso rapporto di causa-effetto per determinati tipi di emissioni.
Molto apprezzato e ritenuto utile, in quanto a oggi unico, il nostro studio sui metalli pesanti effettuato sulla popolazione femminile in età fertile.
Questo progetto pilota sarà finanziato dall’OMS e partirà entro l’anno, per poi essere esteso negli anni successivi alle restanti aree a rischio di Europa.
Tutti i partecipanti OMS, nelle considerazioni finali, si sono dichiarati ancora più consapevoli della già risaputa grave situazione ambientale e sanitaria del triangolo industriale siracusano e hanno condiviso le nostre proposte di azioni urgenti, quali il controllo in continuo delle emissioni, la delocalizzazione degli stoccaggi pericolosi, la messa in sicurezza di impianti e stoccaggi, considerata l’alta sismicità dell’area, il divieto di coltivare e pascolare nell’area industriale, considerata l’evidente contaminazione della catena alimentare e, a tal proposito, hanno apprezzato la nostra proposta di coltivare l’area esclusivamente a oleaginose da utilizzare come materia prima nella produzione di biodiesel.
Il 10 maggio prossimo, l’OMS produrrà una relazione ufficiale informativa sul Convegno alla Regione Sicilia sponsorizzatrice del convegno.
A leggere i quotidiani di questi giorni, sembra che la presa di coscienza dell’OMS sulla situazione sanitaria e ambientale delle aree a rischio sia in netto contrasto con quanto invece propone la classe politica nazionale e regionale.
1) Il ministro Clini, cui immediatamente avrebbe fatto eco la Regione Sicilia, si sarebbe dichiarato favorevole all’utilizzazione di frazioni di RSU come combustibile nei cementifici, con la conseguenza che il cementificio di Priolo Buzzi-Unicem, che già brucia copertoni usati e pet-coke di Gela, inquinerebbe ancor di più sotto forma di diossine, metalli pesanti e particolato ultrafine come Lei ha avuto modo di leggere nelle relazioni da noi inviateLe. Praticamente si esce dalla porta per rientrare dalla finestra in maniera peggiorativa, in quanto le emissioni dei cementifici risultano più inquinanti rispetto a un inceneritore, in quanto i loro limiti sono notevolmente più permissivi.
2) Vengono riportate Sue dichiarazioni circa una rapidaautorizzazione al rigassificatore di Melilli. Al riguardo nutriamo seri dubbi che Lei, con una semplice e prima visita al sito interessato, abbia potuto convincersi a prendere tale repentina decisione. Pensiamo che trattasi di forzature giornalistiche, considerata la fonte, la stessa che in passato ha incensato ripetutamente gli impianti di incenerimento e di rigassificazione. Infatti noi non ci siamo dimenticati di quanto Lei ebbe a dirci il 19.2.12 a Priolo, in relazione all’autorizzazione al rigassificatore, che “mai sarò io a uccidere i miei figli”.
In relazione al rigassificatore vi sononumerosi pareri contrari di esperti, ultimo dei quali, quello del direttore dell’Enea di Bologna, prof. Alessandro Martelli che evidenziava come da un lato la sismicità dell’area e dall’altro il progetto della Ionio Gas che non prevede interramento completo dei 3 serbatoi né l’isolamento sismico degli stessi, sia una decisione avventata. Le ricordiamo che trattasi di un’area sismica di 1° grado. Purtroppo, ufficialmente, le carte sono in regola per il D.M. del 23/9/1981, che declassò l’area da sismicità S12 a S9, che permane a oggi, nonostante che, dopo il sisma del 1990, vi siano stati ripetuti inviti dei tecnici della stessa Regione (CRU voto n. 431/91) e del GNDT (Gruppo Nazionale Difesa Terremoti) a riclassificarla di 1° grado (S12). Senza contare la contemporanea presenza del rischio militare e del rischio da incidente industriale data la contiguità con gli impianti.
A conferma di queste considerazioni aggiungiamo quanto diffuso da Rainews24 il 18 aprile u.s.(il servizio può essere rivisto sul link http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=27506), in cui esperti come Giuliano Panza docente di Sismologia della Università di Trieste, il prof. Vladimir Kossobokov dell’Accademia di Scienze russa, Carlo Doglioni docente di Scienze della Terra dell’Università di Roma, lo stesso prof. Alessandro Martelli dell’Enea di Bologna e il prof. Raffaele Azzaro, responsabile dell’INGV (Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia) dell’Università di Catania hanno prospettato la possibilità non remota, nella Sicilia sud orientale, di un terremoto di intensità superiore migliaia di volte a quello dell’Aquila.
A certa Stampa vorremmo ricordare come in passato, la pubblicità in senso ecologico sul metano sia stata ingannevole, in quanto esso rimane un combustibile fossile come il petrolio e, dalle nostre caldaie e dai turbogas a metano esce, oltre alla CO2, anche una maggiore quantità di nanoparticolato il che contrasta con le preoccupazioni espresse dalla OMS.
On. Lombardo, in base alle evidenze scientifiche acquisite auspichiamo che le Sue eventuali decisioni vadano nella direzione di quanto da Lei sempre sostenuto, che non risulteranno dannose per la sicurezza e la salute dei cittadini e per l’ambiente della nostra area e pertanto auspichiamo che, come a Brindisi, venga negata l’autorizzazione al rigassificatore, in quanto tali impianti vanno fatti in siti sicuri e con le massime garanzie progettuali.
On. Lombardo tutti siamo responsabili dell'ambiente, della sicurezza e della salute di questa martoriata area, noi come cittadini medici e/o tecnici lo siamo due volte, mentre Lei, come cittadino, Medico e Governatore lo è tre volte.
domenica 22 aprile 2012
giovedì 5 aprile 2012
"PICCOLE" TAV DI SICILIA
sabato 18 febbraio 2012
ENZO INZOLIA PER IL MUSCATELLO: NON CON CARRUBBA MA CON IL SINDACO.
Enzo Inzolia
venerdì 17 febbraio 2012
18 FEBBRAIO 2012. GIORNO INFAUSTO NELLA STORIA DI AUGUSTA: "IL MUSCATELLO" PERDERA' GINECOLOGIA E PEDIATRIA.

mercoledì 1 febbraio 2012
C'E' MAFIA E MAFIA di Gianmarco Catalano

lunedì 23 gennaio 2012
"IMPARANO PIU' I POPOLI DA UNA SCONFITTA, CHE NON I RE DAL TRIONFO"

sabato 21 gennaio 2012
FORZA D'URTO: IL LATO OSCURO DELLA PROTESTA.
giovedì 19 gennaio 2012
E' COSI' CHE IMMAGINO LA RIVOLUZIONE IN SICILIA.

lunedì 16 gennaio 2012
CRISI, DALLA SICILIA PARTE LA PROTESTA DEL MOVIMENTO DEI FORCONI.
“Occuperemo luoghi strategici e simbolici in tutta la regione: snodi autostradali, porti, raffinerie, aeroporti, banche e sedi della Serit”, annuncia Mariano Ferro, 52 anni, che ha smesso di coltivare ortaggi in serra ed è uno dei leader della protesta dei forconi. “Vogliamo scrivere una pagina nella storia della Sicilia. Siamo stanchi di false promesse. Della politica che non dà risposte. Vogliamo che la gente torni a manifestare la sua indignazione e la sua voglia di cambiamento. E che il governo di Palermo ci ascolti”. Ferro è di Avola, fino a qualche anno fa uno dei centri agricoli più ricchi della provincia di Siracusa. Per chi ha memoria anche luogo di una pagina triste, passata alla storia come i “fatti di Avola”: era il 2 dicembre del ’68, la polizia sparò su un blocco stradale di braccianti agricoli in sciopero, 48 feriti e due morti.
venerdì 13 gennaio 2012
IL BERLUSCONI DI SICILIA
lunedì 9 gennaio 2012
PERO', AD AUGUSTA, NON NASCERA' PIU' NESSUNO.
E' il governo Siciliano.
giovedì 22 settembre 2011
OSPEDALE MUSCATELLO. LETTERA APERTA ALLA VIGILIA DELLA MANIFESTAZIONE DEL 27/09.
Fonte: GiornalediSiracusa.it
lunedì 26 aprile 2010
COME SALVARE IL MUSCATELLO. RIUNIONE IL 27 APRILE A PALAZZO SAN BIAGIO
Prima di adottare tale importante provvedimento di programmazione sanitaria avrebbe dovuto essere acquisito il parere dei Sindaci della Provincia, così come previsto dalla normativa vigente e come lo stesso Assessore aveva personalmente assicurato al Sindaco di Augusta nel corso di un incontro a Palermo con una delegazione del Comitato cittadino.
Invece, l’Assessore ha emanato il decreto, in violazione della legge e degli impegni assunti, senza che il Sindaco di Augusta abbia avuto la possibilità di esprimere in merito il necessario parere.
Nonostante il decreto non sia ancora stato pubblicato, L’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa sta già predisponendo gli atti che porteranno a breve al depotenziamento ed alla progressiva chiusura del Presidio Ospedaliero “Muscatello” di Augusta.
Il Direttore Generale dell’Azienda ci ha, infatti, comunicato che intende trasferire i poliambulatori ed i Servizi territoriali nei locali del nuovo padiglione, considerato che i 146 posti che erano stati assegnati all’Ospedale non verranno attivati e che l’Ospedale verrà ridimensionato.
Questa programmazione è in evidente contrasto con la attuale Normativa Regionale in materia di sanità ed in particolare con quanto previsto dall'art.6 della LR 5 del 2009, che prevede risorse aggiuntive per gli Ospedali delle aree industriali.
Malgrado le rassicurazioni nel tempo ricevute da buona parte della deputazione della Provincia di Siracusa, riscontriamo quindi nuovamente concreti rischi per la effettiva futura esistenza dell’Ospedale di Augusta: Ciò ci costringe al ritorno ad un più alto livello di attenzione e di preoccupazione per difendere il diritto ad una adeguata assistenza sanitaria degli abitanti di questo territorio nevralgico della Provincia di Siracusa al centro del vasto bacino industriale e militare in cui si produce quasi il 50% del Prodotto Interno Lordo dell’intera Provincia.
Per discutere delle iniziative di protesta e di mobilitazione in difesa del diritto alla salute è convocata una importante e urgente riunione del Comitato Cittadino martedì 27 aprile 2010, alle ore 18,30 nei locali di Palazzo S. Biagio ad Augusta.
mercoledì 24 febbraio 2010
MUSCATELLO: LA CLASSE POLITICA CHIAMATA A VIGILARE
Assessore alla Sanità
Regione Siciliana
Direttore Generale
Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa
Sindaco del Comune di Augusta
Sindaco del Comune di Melilli
Onorevoli
Mario Bonomo
Giambattista Bufardeci
Roberto De Benedictis
Giuseppe Gennuso
Pippo Gianni
Bruno Marziano
Vincenzo Vinciullo
E’ importante, pertanto, che l’assegnazione di 146 posti letto (appena superiore quindi al limite dei 140) al Presidio di Augusta venga confermata.
La Commissione era costituita:
- in rappresentanza dell’Azienda Ospedaliera Umberto I di Siracusa: dal Direttore Generale Dr. Alfredo Gurrieri, dal Direttore Amministrativo Dr. Raffaele Aliffi, dal Direttore Sanitario Aziendale Dr. Rino Iannì, dal Direttore Sanitario di Presidio Dr. Giuseppe D’Aquila, dal Responsabile della Staff Direzione Generale Dr. Ruggero Di Francesco;
- in rappresentanza dell’AUSL 8 di Siracusa: dal Commissario Straordinario Dr. Franco Maniscalco, dal Direttore Sanitario Aziendale Dr. Salvatore Madonia, dal Direttore del Distretto Capofila di Siracusa Dr. Anselmo Madeddu, dal Direttore dell’U.O.C. Ospedalità Dr. Franco Ingala, dal Direttore Sanitario dell’Ospedale di Lentini Dr. Alfio Spina, dal Direttore Sanitario dell’Ospedale di Avola-Noto Dr. Rosario Di Lorenzo, dal Direttore Sanitario dell’Ospedale di Augusta Dr. Paolo Bordonaro.
Teneva altresì in considerazione che
Per il distretto SR2 il citato decreto riduceva a n.230 i posti letto per acuti (n.190 ordinari e n.40 DH) e prevedeva l'accorpamento dei presidi di Augusta e Lentini.
Ai due Presidi venivano assegnati i seguenti posti letto:
Posti letto P.O Augusta
Acuti: 114
Post acuti: 32
TOTALE: 146
Posti letto P.O. Lentini
Acuti: 116
Post acuti: 32
TOTALE: 148
Totale Acuti: 230
Totale Post acuti: 64
Totale TOTALE: 294
Chirurgia Generale ad indirizzo Oncologico
Ostetricia e ginecologia
Pediatria
Otorinolaringoiatria
Psichiatria
Oncologia
Cardiologia con Unità di Terapia Intensiva Coronarica
Degli indici di migrazione intraregionale;
a salvaguardia dell’Ospedale di Augusta
e per la tutela del diritto alla salute
(Il portavoce Giuseppe Vaccaro)
mercoledì 1 aprile 2009
MUSCATELLO DI AUGUSTA. NUOVO ALLARME
ECCO IL COMUNICATO STAMPA
Comitato cittadino a salvaguardia dell’Ospedale di Augusta e per la tutela del diritto alla salute: Tribunale per i Diritti del Malato, Movimento Difesa del Cittadino, Misericordia, Fratres, Associazione Coma Vigile, AVULSS, AVIS, Consiglio Comunale di Augusta, Giunta del Comune di Augusta, CGIL, CISL, UIL, UGL, ANAAO-ASSOMED, AAROI.
Augusta, 30 marzo 2009
Con deliberazione n. 256 del 26 marzo 2009 l’A.U.S.L. n. 8 di Siracusa ha riorganizzato e rimodulato gli ospedali di Augusta, Avola-Noto e Lentini.
La proposta “tecnica” dell’Azienda dovrà essere ora esaminata dalla conferenza dei Sindaci.
La deliberazione prevede un numero di posti letto per acuti pari a 52 per l’Ospedale “E. Muscatello” di Augusta, a 147 per l’Ospedale di Lentini e pari a posti 191 per l’Ospedale di Avola-Noto.
Rispetto alla precedente programmazione di cui al Decreto Assessoriale n. 810 del 2003 si determinerebbe, quindi, nella zona nord della Provincia di Siracusa un aumento di 11 posti letto per acuti per l’Ospedale di Lentini ed una diminuzione di 90 posti letto per acuti. per l’Ospedale di Augusta.
Inoltre per l’Ospedale di Augusta viene prevista la soppressione dei Reparti di Pediatria, di Ostetricia ed inoltre l’assegnazione di un numero ridicolo di posti letto per il Reparto di Medicina pari a 7 (sette) e per il reparto di Chirurgia, pari a 6 (sei).
Di fatto, quindi, con questa deliberazione, vengono create le premesse per la chiusura, in tempi brevi, dell’Ospedale “Muscatello”. Ciò, nonostante le assicurazioni sulla salvaguardia ed il potenziamento dell’Ospedale di Augusta espresse da importanti esponenti politici di tutti gli schieramenti.
Considerato che la proposta dell’AUSL 8 di Siracusa non è supportata da adeguate motivazioni e non tiene conto delle norme di tutela sanitaria per i cittadini delle aree industriali ad alto rischio ambientale, previste anche dalla Legge Regionale 248 di riordino del Servizio sanitario regionale del 25 marzo 2009, è necessario adoperarsi per una sua immediata revoca.
In relazione a quanto sopra, per stabilire le iniziative da intraprendere, è indetta una riunione del “Comitato cittadino a salvaguardia dell’Ospedale di Augusta e per la tutela del diritto alla salute”, per venerdì 03 aprile 2009, alle ore 18,30 nei locali della sala “Liggieri” di palazzo “S. Biagio”.
Considerata l’importanza dell’argomento si invitano tutti gli esponenti politici, le Organizzazioni Sociali e di Volontariato, le Organizzazioni Sindacali, gli Studenti, i rappresentanti dei Club Service, e tutta la cittadinanza a partecipare.
Comitato cittadino
a salvaguardia dell’Ospedale di Augusta
e per la tutela del diritto alla salute
(Il portavoce Giuseppe Vaccaro)
lunedì 7 luglio 2008
TEATRO GRECO DI SIRACUSA A PRIVATI?
Dopo aver appreso la notizia, sono rimasto semplicemente esterrefatto, per cui, in qualità di presidente della sezione di Siracusa di una associazione naturalistica e culturale (Natura Sicula onlus), non posso starmene in silenzio.
Privatizzare i più bei monumenti della Sicilia, tra cui anche il Teatro Greco di Siracusa, è una proposta che va subito rigettata.
I beni culturali della nostra città non appartengono solo alla Sicilia o all’Italia, ma sono patrimonio di tutta l’Umanità.
Affidare a imprenditori la gestione dei beni culturali, esclusivamente allo scopo di poter fare “cassa”, potrebbe comportare conseguenze disastrose e irrimediabili.
Innanzitutto, questa idea, falsamente innovatrice, apparirebbe ai cittadini come una rinuncia da parte dell’Ente Pubblico al proprio dovere di difendere, tutelare e promuovere i beni culturali e ambientali che appartengono a tutti.
Infatti, come detta la Legge regionale n. 80 del 1977 “Norme per la tutela, la valorizzazione e l’uso sociale dei beni culturali ed ambientali della Regione Siciliana”, l'obiettivo della Regione non è soltanto quello della tutela e della conservazione del patrimonio storico-artistico dell’Isola, ma è anche quello di favorire la loro fruizione sociale, in quanto “bene” collettivo.
Inoltre, il Teatro Greco di Siracusa, così come tutti gli altri siti archeologici e ambientali siciliani di incommensurabile valore, non può e non deve essere ceduto a privati, perché necessita di una gestione che va ben oltre le logiche di profitto, in quanto richiede una continua cura che i privati non possono garantire.
In verità, quale soggetto privato si addosserebbe i bisogni della collettività?
Risulta difficile credere che la gestione privata di questi preziosi “gioielli” garantisca la reale salvaguarda e la fruizione pubblica. Anzi, attualmente, accade spesso che la gestione da parte di privati di specifici servizi lasci molte persone insoddisfatte.
Inoltre, un cattivo uso di questi beni rischierebbe di compromettere seriamente la conservazione e l'integrità di questi beni, facendo progressivamente perdere il proprio valore archeologico, storico, artistico, culturale, ambientale e turistico. L'afflusso non regolato ai siti e ai palazzi, le concessioni d’uso improprie o non adeguatamente controllate, l’esercizio di servizi a scopo di lucro e la creazione di eventi per attirare i visitatori, sono a volte pericolosi per l'integrità dei beni.
Per evitare tutto ciò, occorre che la Regione con il più alto numero di dipendenti (circa 20 mila) definisca, facendo operare al meglio i propri dipendenti, un serio progetto di valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale siciliano.
Bisogna salvaguardare non solo i beni culturali, intesi come beni monumentali o archeologici, ma anche i nostri tesori paesaggistici e ambientali, spesso sottovalutati, per valorizzare al massimo il turismo nel nostro territorio.
A tale scopo, rivolgo un appello in particolare all’Assessore regionale al Turismo, Giambattista Bufardeci, già sindaco di Siracusa, al quale chiedo di agire con fermezza allo scopo di incrementare il turismo nella nostra città e in tutta la Sicilia, valorizzando i beni culturali e ambientali, e promuovendo la bellezza del paesaggio attraverso una politica seria di riqualificazione dell’intero territorio.
giovedì 3 luglio 2008
INCENERITORE AD AUGUSTA. IL RISCHIO E' GRANDE
Il fermo NO al termovalorizzatore ad Augusta è stato un punto di forza della vittoria di Massimo Carrubba alle amministrative appena concluse. Oggi quel no infonde ilarità e preoccupazione, se affiancato alle recenti dichiarazioni del presidente della regione Raffaele Lombardo: "A breve la gara d'appalto per la costruzione dei termovalorizzatori di Paternò, Casteltermini, Palermo e Augusta saranno avviate e concluse". Dunque? C'è chi si ostina a difendere il termovalorizzatore come unica ragionevole forma di smaltimento dei rifiuti. O comunque non inquinante. E' invece provato scentificamente, vedi ultime dichiarazioni del CNR al riguardo, che il termovalorizzatore non fa altro che trasformare i rifiuti dallo stato solido a quello areiforme. Con liberazione di diossina nell'aria. Persino a Brescia, da molti idealizzata a perfezione dello smaltimento dei rifiuti, ogni lembo di terra è ricoperto di diossina. Con effetti non certo invidiabili. Ciò non toglie che il termovalorizzatore sia un'ottima alternativa alle discariche. Tuttavia è difficile per un augustano non opporsi alla costruzione di un impianto del genere nel nostro territorio. E non perchè gli augustani siano egoisti. Semplicemente perchè in termini di inquinamento ambientale, di tumori e di cancri hanno già dato e continuano a dare. Le acque del mare sono sature di mercurio, l'aria è respirabile solo a tratti. E dovremmo ancora caricare di materia inquinante la zona? Sarebbe un'ingiustizia difficile da sopportare. E la speranza è che la nuova amministrazione l0 manifesti. Passando per quel mare che c'è fra il dire e il fare. Non deludendo per l'ennesima volta gli augustani che l'hanno scelta per amministrare il bene comune. L'amministrazione comunale è responsabile della salute dei cittadini. E non è possibile, anzichè bonificare le aree inquinate, continuare a inquinarle. Le soluzioni ci sono; basta trovarle.


