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lunedì 23 luglio 2012

CIRCONCISIONE: TRA RELIGIONE, MEDICINA E DIRITTO.


SCOPPIA LA BUFERA. IL CASO DELLA GERMANIA - Maggio 2012. Siamo a Colonia, in Germania. Un bambino di 4 anni di origini musulmane finisce al pronto soccorso due giorni dopo essere stato circonciso, a causa di alcune complicazioni mediche. Il 26 giugno, Il tribunale regionale di Colonia stabilisce che la circoncisione sia un reato, in quanto “lesiva dell’integrità fisica” e in contrasto con l’interesse del bambino. La sentenza è vincolante soltanto per la regione della Renania, ma dato il vuoto legislativo inerente alla questione, la Germania potrebbe valutare se trasformare la sentenza in legge.
Il bambino è musulmano, ma la pratica è tipicamente ebraica. Mondo islamico ed ebraico, incredibilmente, si alleano per schierarsi insieme contro la sentenza. Il Presidente della conferenza dei rabbini europei, Pinchas Goldschmidt, ha affermato che si tratta del «più grave attacco alla comunità ebraica dai tempi dell’Olocausto», in riferimento ai divieti imposti negli anni ’30 da parte dei nazisti nei confronti di alcune pratiche relative alla religione ebraica.
Un parallelismo tanto sensazionalistico quanto inconsistente. Negare la possibilità di tagliare parti importanti di organi sani non può spingere, neanche nel momento di minore lucidità mentale, a paragonare il governo di stampo merkeliano alla Germania nazionalsocialista di Hitler. Quella che vuole suonare come la riscossa ebraica finisce per avere un effetto boomerang, strumentalizzando e, quindi, offendendo quella parte di questa comunità religiosa che ha vissuto davvero i drammi della Shoah.

DIRITTI UMANI VS. TRADIZIONI RELIGIOSE - La magistratura tedesca è entrata nell’occhio del ciclone, tra polemiche e attacchi diretti. Si è parlato di un suo compiacimento antisemita. Si è parlato di imprudenza, visto che non avrebbe saputo valutare le implicazioni simboliche derivanti dall’applicazione del diritto. Si è parlato di “Germania contro gli ebrei: 80 anni dopo”.


Non si tratta di abolire secoli di tradizioni culturali. Non è questo l’intento dell’articolo. Non si vuole mancare di rispetto. Si tratta di fare una scelta, importante. Prima la legge o la religione? Prima i diritti umani o gli ordini divini?
Verrebbe da chiedersi perché i religiosi di tutto il mondo abbiano così a cuore l’imposizione ossessiva dei loro rituali nei confronti dei bambini, che non hanno ancora sviluppato uno spirito critico tale da poter scegliere liberamente se praticare o meno. L’idea di fondo della sentenza renana non è quella di abolire la religione ebraica: semplicemente, i bambini dovrebbero prima maturare e dunque scegliere se circoncidersi o meno. Dov’è il problema? Si ha paura che, crescendo, i giovani rifiuteranno di sottoporsi all’intervento? La religione diventa di troppo quando rievoca il passato per strumentalizzare il presente e quando cerca di spacciare quella che, nel presente, si rivela oppressione per libertà religiosa. La libertà umana, viene prima di quella religiosa. E la libertà è anche scegliere di non voler avere una religione.
CONTROINDICAZIONI - In molti Paesi del Terzo Mondo la circoncisione viene effettuata in condizioni igieniche che definire precarie sarebbe eufemistico, causando infezioni di tutti i tipi. E anche nei Paesi più dediti ad una medicazione accurata esistono variabili chiave come il medico, la clinica, l’età e il tipo di paziente, lo strumento utilizzato per l’operazione, che incidono direttamente su eventuali complicanze post-operatorie. Si può benissimo vivere nell’igiene più totale, pur avendo un prepuzio: basta lavarsi regolarmente.
Con questi presupposti, la circoncisione preventiva, in assenza di un problema medico evidente, non è giustificabile. Esistono teorie secondo cui questa pratica potrebbe ridurre i rischi di incidenza del cancro al pene e alla prostata. Già, se non fosse che non esiste alcun esperimento, test o ricerca che possa avvalorare questa tesi con dati scientifici statisticamente rilevanti. Nella stessa disciplina medica, ci sono pareri alquanto divergenti a riguardo. Non sembra esistere una verità ultima che possa giustificare la circoncisione nell’ottica della prevenzione dei tumori, come suggerito dal testo di Andrologia clinica a cura degli studiosi Schill, Comhaire e Hargreave.
Senza tenere conto dell’ipersensibilità genitale derivante dal semplice sfregamento del pene “scoperto” con indumenti vari, che costringe molti, disperati, a praticare per anni il metodo del restoring, il quale permette attraverso tecniche di stiramento del pene di riottenere un prepuzio.
REPRESSIONE SESSUALE - La circoncisione è spesso sponsorizzata come la perfetta soluzione al problema di chi soffre di eiaculazione precoce. Ma analizzando bene la questione, scopriremo che si tratta solo di una ridicola strumentalizzazione sessuale. Innanzitutto, l’eiaculazione precoce non è assolutamente una malattia. A cosa può portare? Al massimo ad un forte imbarazzo, vista la tendenza postmoderna a dover enfatizzare a tutti i costi la propria virilità. E, dunque, la circoncisione non può essere certo vista come la cura o la soluzione medica più naturale e benefica.
Anzi, rovesciando la medaglia, scopriamo grazie a una ricerca del 2011 svoltasi in Danimarca (a cura del Dipartimento di Ricerca Epidemiologica) che la circoncisione, in alcuni soggetti, causa seri problemi nel raggiungimento del piacere. Una repressione del godimento sessuale che aiuta, sì, ad incrementare in qualche modo la “durata” della propria prestazione, ma, soprattutto, spegne la passione di chi invece non avrebbe bisogno di eventuali freni.
La circoncisione è spacciata come la soluzione a un problema che non esiste (se non nella mente di chi ne soffre), mentre può essere soprattutto la causa di disfunzioni erettili concrete. E’ paradossale che nella cultura musulmana la circoncisione sia vista come un indice di fertilità. Tutt’altro. Può seriamente comprometterla.
LA SPERANZA. IL CASO DELLA FINLANDIA - E’ l’agosto del 2006. Siamo a Tampere, in Finlandia. Un bimbo, sempre di 4 anni, viene fatto circoncidere dalla madre musulmana. Il padre, all’oscuro di tutto, denuncia il fatto alla polizia. La situazione è inizialmente incerta: si tenta di definire la pratica illegale ma non si emettono sanzioni. La madre si difende da subito sostenendo di non essere a conoscenza del fatto che la circoncisione fosse illegale in Finlandia. Infatti non lo era: era illegale solo quella femminile. Il caso, spinoso, passa dunque alla Corte d’Appello.
E’ un caso destinato a fare storia. L’intero Ministero finlandese degli Affari Sociali e della Salute inizia a meditare sulla questione e rimette in discussione la propria legge. Come andò a finire? Si sancì l’illegalità della circoncisione infantile per motivi religiosi, lasciando ovviamente legale quelle per motivi medici accertati. Si decise, in sostanza, di seguire la linea di principio che vieta l’infibulazione. Un trionfo per la Finlandia, una speranza per il resto del mondo.
Chiudiamo con una citazione di Christopher Hitchens, giornalista americano recentemente scomparso, tratta dal suo libro Dio non è grande: “La completa escissione, originariamente ordinata da dio, è ormai riconosciuta per quello che è: la mutilazione di un essere inerme con l’obiettivo di rovinarne la futura vita sessuale. La connessione fra barbarie religiosa e repressione sessuale non potrebbe essere più evidente di quando viene marchiata nelle carni”.


Federico Sbandi

domenica 3 giugno 2012

IL DISCO ROTTO DI RATZINGER SULLA FAMIGLIA

“Chiamata a essere immagine del Dio unico in tre persone non è solo la Chiesa, ma anche la famiglia, fondata sul matrimonio tra l’uomo e la donna”. Sembra un disco rotto, Joseph Ratzinger, star indiscussa dell’ennesimo, ideologico – e quindi inutile – e propagandistico Family Day.
L'incontro mondiale delle famiglie si sta riducendo, per effetto dei suoi ispiratoti e organizzatori, in niente di più di un raduno di cattolici integralisti il cui unico scopo pare quello di rimarcare l’ottimalità di una norma a discapito di tutte quelle realtà che in essa non si riconoscono o che ad essa non si piegano e il conseguente disprezzo per queste ultime.
Tale appuntamento sembra, quindi, concepito sostanzialmente per suggerire il concetto che i gay rappresentano il male e, attraverso questo concetto, autoconvincersi, attraverso la pratica della reiterazione compulsiva, che c’è una sola forma di unione familiare. Ancora una volta il cattolicesimo ratzingeriano diventa una tacita incitazione all’odio sociale. Cristo, come dico in questi casi, si starà rivoltando nella tomba…
Qualcuno dica, invece, a “sua santità” che è famiglia ogni progetto che nasce dall’amore. E l’amore non conosce confini di identità di genere o di orientamento sessuale. Il resto è burocrazia.
Benedetto XVI e il suo entourage sanno benissimo che i tempi stanno cambiando e il cambiamento travolgerà anche questa chiesa. Ricordo un libro, Le nebbie di Avalon, in cui le sacerdotesse del culto della Dea Madre non riuscivano a rassegnarsi all’avvento del cristianesimo che, nonostante tutti i loro sforzi, prendeva il sopravvento sul paganesimo.
Sulla questione delle famiglie fatte dalle persone LGBT sta succedendo la stessa cosa: da una parte abbiamo la realtà, dall’altra i dogmi di una casta sacerdotale che sta inesorabilmente perdendo ogni appiglio sulla quotidianità, sulla vita reale delle persone.
E per questa ragione quella chiesa è terrorizzata, perché le strade che si aprono sono due e due soltanto:
  1. rimanere isolata di fronte all’esplosione di una realtà che ammette ogni forma di amore;
  2. essere costretta ad ammettere nel proprio ambito anche le famiglie di gay e lesbiche.

In ogni caso, la sconfitta sul piano culturale è un dato di fatto, come è già successo in passato con la vicenda di Galileo: provarono, gli ayatollah di Dio, a fermare la nascita della scienza moderna, ma riuscirono solo a condizionare un uomo, non ciò che questi aveva creato.
Con le famiglie gay e lesbiche sta accadendo la stessa cosa: l’esplosione dell’amore travolgerà questo clero povero di sentimenti e di emozioni. È solo questione di tempo, la sconfitta, ripeto, è qui ed ora. Resta solo il momento della sua verbalizzazione e della sua ammissione, da parte delle gerarchie ecclesiastiche. Con la speranza che, come nel caso di Galileo e di altri grossi errori “made in Vatican City”, questa non avvenga, come al loro solito, tra quattrocento anni.

Dario Accolla

giovedì 5 maggio 2011

ISTANTANEE DI UN BEATO

Oggi in Piazza San Pietro, alla presenza di un milione di pellegrini festanti, vengono proclamate le virtù eroiche di Karol Vojtyla, alias Giovanni Paolo II. Ricordiamone alcune manifestazioni, per capire meglio che cosa la Chiesa intenda per “eroismo virtuoso”, e per contrastrare con una goccia di razionalità il delirio che circonda questo sensazionale non-evento mediatico.

4 marzo 1983. All’aeroporto di Managua in Nicaragua Giovanni Paolo II svillaneggia pubblicamente il ministro della Cultura padre Ernesto Cardenal, inginocchiato di fronte a lui in segno di rispetto, per aver accettato di partecipare al governo sandinista. In seguito, in combutta con il cardinal Joseph Ratzinger, combatterà duramente la teologia della liberazione, di cui Cardenal era uno dei principali esponenti, riducendola al silenzio.

20 febbraio 1987. L’arcivescovo Paul Marcinkus, presidente dello IOR, riceve un mandato di cattura dal tribunale di Milano per il coinvolgimento della banca vaticana nello scandalo del Banco Ambrosiano: lo stesso che porterà alla morte dei bancarottieri Michele Sindona e Roberto Calvi. Il papa fa quadrato attorno al “banchiere di Dio”, noto per aver dichiarato che “non si dirige una banca con le Ave Maria”, e lo lascerà al suo posto fino al pensionamento per i raggiunti limiti di età nel 1997.

3 aprile 1987. A Santiago del Cile Giovanni Paolo II si affaccia sorridente a salutare la folla dal balcone del Palazzo Presidenziale in compagnia del dittatore Augusto Pinochet, e prega con lui nella cappella del Palazzo: lo stesso in cui nel 1973 era stato assassinato da Pinochet il presidente democraticamente eletto Salvador Allende. In seguito, nel 1993, impartirà al dittatore cileno una benedizione apostolica speciale in occasione delle sue nozze d’oro. E nel 1999, quando Pinochet sarà arrestato in Inghilterra per crimini contro l’umanità, gli manderà un messaggio di solidarietà.

6 ottobre 2002. Giovanni Paolo II canonizza, dopo averlo già beatificato il 17 maggio 1992, il prete franchista Josemaria Escrivà de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei. Paga così il debito nei onfronti della Prelatura della Santa Croce, i cui membri e simpatizzanti l’avevano dapprima eletto al soglio pontificio, e avevano poi sanato i debiti dello IOR, dissanguato dai finanziamenti a Solidarnosc. Alla cerimonia di canonizzazione partecipano, tra gli altri, per loro e nostra vergogna, anche Massimo D’Alema e Valter Veltroni.

24 marzo 2003. Giovanni Paolo II ricorda con affetto il cardinal Hans Hermann Groer, dimessosi da primate d’Austria nel 1998 per aver abusato sessualmente di circa duemila ragazzi. Recentemente il cardinal Schoenborn ha denunciato la sistematica copertura di Groer e altri violentatori, da parte della curia di Giovanni Paolo II, e in particolare dell’ex segretario di Stato cardinal Sodano e dell’ex segretario particolare del papa cardinal Dziwisz, ma è stato messo a tacere e redarguito ufficialmente da Benedetto XVI.

30 novembre 2004. Giovanni Paolo II abbraccia pubblicamente padre Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Dio, nella fastosa e festosa celebrazione dei suoi sessant’anni di sacerdozio, e lo omaggia per “un ministero sacerdotale colmo dei doni dello Spirito Santo”. Dimentica di dire che per mezzo secolo il prete ha sistematicamente violentato seminaristi e fedeli, e ha convissuto regolarmente e contemporaneamente con quattro donne, da cui ha avuto cinque figli, che ha sia violentato che portato in udienza dal Papa.

Novello beato Giovanni Paolo II, se questi sono esempi delle tue virtù eroiche, ti preghiamo umilmente: non intercedere per noi! Prega piuttosto per te stesso, affinchè il tuo Dio ti perdoni, se può.

di Piergiorgio Odifreddi

da odifreddi.blogautore.repubblica.it

giovedì 9 dicembre 2010

SUBMISSION

Van Gogh fu assassinato il 2 novembre 2004 alle ore 8:45, nella parte est di Amsterdam. Il suo assassino, in possesso di doppia cittadinanza marocchina e olandese, vestito con una djellaba, un indumento tradizionale arabo, per rimarcare la sua appartenenza culturale, gli sparò otto colpi di pistola e successivamente gli tagliò la gola in pieno centro di Amsterdam per eseguire una fatwa legata alla pubblicazione del suo cortometraggio Submission ("Sottomissione", uno dei possibili modi di tradurre il termine arabo "Islam").
da http://it.wikipedia.org/wiki/Theo_van_Gogh_regista

Da allor il film è stato ritirato dal commercio: ma è comunque disponibile su internet.
Il dubbio è: si può condannare Van Gogh, pronipote del famoso Vincent, per quest'opera? Si può tollerare che arte e denuncia politica dissacrino la tradizione di altre culture? Si può, infine, giustificare il suo assassinio? Se così è, il sogno di molti di vedere un mondo unito è destinato a svanire. L'amore per la diversità è un ideale straordinario: ma forse alcune diversità sono troppo grandi per poter essere apprezzate. FGV
PARTE 1

PARTE 2

martedì 3 febbraio 2009

UOMO E DONNA: ANIMALITA' E SENTIMENTO di Fabrizio Vaccaro

Un uomo e una donna sono quanto di più diverso ci sia sulla faccia della terra. Uomo e donna sono diversi in tutto, eppure si cercano sempre. Sembra quasi che l’uno non possa fare a meno dell’altra. Il che è una cosa abbastanza frequente in natura, basti pensare all’attrazione fra poli positivo e negativo in una calamita! Ma nella specie umana l’attrazione è un po’ differente. E’ necessaria. Qualsiasi specie vivente vive per uno scopo, che è quello di salvarsi. Di sopravvivere anche alla morte fisica. L’unica arma che le specie viventi hanno per sopravvivere almeno in parte è la procreazione. La procreazione non può essere autoassistita, almeno nella specie umana, e ha bisogno della confluenza d’intenti fra un uomo e una donna. In questo scopo due elementi che sembravano inavvicinabili per la loro diversità si completano insieme. Ma questa complementarità sembrerebbe presupporre un’unità preesistente. In realtà non è così. Nessuno può affermare che un uomo e una donna si sono uniti perchè in un passato più o meno remoto costituivano un unicum poi scioltosi per motivi tutti da verificare. Si sono uniti e basta. Ma si sono completati? 

Finora ho parlato dell’uomo alla stregua di un animale. Ho parlato dell’unione fra un uomo e una donna senza menzionare nemmeno una volta la parola amore. E’ possibile che un uomo e una donna si uniscano soltanto per procreare? In tutti gli animali è così. Ma l’uomo non è un semplice animale. L’uomo è molto di più perchè la sua energia lo porta a potenzialità uniche nel mondo animale. Lo porta pure ad innamorarsi. E quando l’amore è condiviso fra due esseri umani diviene un motivo di felicità e soddisfazione per entrambi. Al che una domanda sorge spontanea: a parte la procreazione di una progenie che in questo contesto sembra calare in secondo piano, qual’è il bello del rapporto moroso? La fusione di due anime per formarne una sola, o la relazione con qualcosa che non si conosce? Potere o mistero? Probabilmente dare una risposta adesso senza aver conosciuto questo sentimento sarà una cosa superba. Ma lo farò ugualmente. 

E’ verosimile che il bello del sentimento d’amore dimori nell’accostarsi a un Altro che non si conosce semplicemente perchè è diverso da te. Ma è ben chiaro che questo Altro di cui affascinerà la sua diversità non sarà mai un perfetto sconosciuto. Non sarebbe logico! E a questo punto, ripongo la domanda, un uomo e una donna uniti da sentimento d’Amore si sono completati?

Il sentimento d’amore nasce in maniera casuale fra due persone piuttosto che fra altre due. Come si può alla luce di ciò pensare che un completamento della propria anima sia possibile nella congiunzione con un’altra anima che magari sarà pure più incompleta di te?? E’ impossibile. L’uomo non può pretendere di completarsi con l’Amore, ma l’Amore è ugualmente una cosa bellissima. Sembra una contraddizione in termini, un messaggio pessimista. Non è così. L’uomo è convinto che ciò che conosce sia migliore di ciò che non conosce. Farò un esempio banale. Il buio e la luce. Cosa preferisci? Una risposta scontata contiene in realtà notevoli contraddizioni. L’uomo sceglierà sempre la luce. Non perchè in realtà preferisca la luce al buio, quanto piuttosto perchè è convinto che la luce gli permetta di vedere meglio ciò che gli sta intorno. Ma che senso ha vedere 300 bambini ammazzati in Palestina o in Afghanistan? Il buio terrorizza perchè nn ti permette di vedere. Ma in realtà quel folle che sceglierà di stare al buio si accorgerà di poter vedere molte più cose di chi sta nella luce. Nel buio c’è l’infinito. C’è tutto ciò che tu vuoi vedere. E allora perchè in un rapporto d’eros ci si deve limitare alla completezza? Alla conoscenza di tutto? E allora va bene. Digerita la consapevolezza di non potersi completare nel rapporto d’amore, capirai che in ciò sta la cosa più bella di questo sentimento. La diversità. Tu non ami la fusione fra te stesso e la persona che ami. Tu ami la peculiarità della persona che ti sta di fronte, perchè se ci fosse un’altra persona non sarebbe lo stesso!

Eppure se si pensa attentamente si osserva che una fusione due amanti la fanno ugualmente. La procreazione. E allora ecco che animalità e spirto, eros e conoscenza in due amanti si fondono a diventare un tutt’uno che rende il rapporto umano uomo-donna qualcosa di unico e straordinario. 

E non scandalizzatevi per certe frasi, son pur sempre di un giovincello ignaro d’amore che si lascia trasportare dall’immaginazione.

lunedì 21 luglio 2008

LICENZA DI UCCIDERE

Il 18 Gennaio 1992 a seguito di un incidente stradale Eluana Englaro rimane irreversibilmente in coma, in uno stato vegetativo che dura da sedici anni. Non molti conoscevano la storia di Eluana ma fin dopo che i medici confermarono che non si sarebbe più risvegliata dal coma e che avrebbe vissuto per sempre in uno stato vegetativo attaccata ad una macchina che le permette la nutrizione, il caso fece il giro di moltissimi tribunali italiani dove il padre della ragazza cercava e cerca l’approvazione per staccare quella macchina che permette ad Eluana di vivere. Una richiesta azzardata visto che in Italia l’eutanasia non è permessa. Però la richiesta si trasformò in un impresa. Infatti nel 1999 il Tribunale di Lecco negò il permesso perché << ogni forma di eutanasia è un inaccettabile tentativo di giustificazione della … comunità a trascurare i diritti dei suoi membri più deboli >>.
Ma la storia di Eluana è adesso al centro delle cronache, su tutti i quotidiani e su tutti i TG. Per la Corte di Cassazione << Eluana Englaro ha diritto a morire >>. E adesso, in un periodo dove la Chiesa cerca di riconquistare la comunità, che ha perso quell’educazione religiosa nell’eseguire il curvone del progresso e del cambiamento dei valori e in un paese dove la Chiesa risiede che è l’Italia, l’eutanasia diventa un argomento di ampia discussione.
L’eutanasia inizia a far discutere recentemente negli USA per il caso di Terri Schiavo in stato vegetativo dal 1990. Il marito, tutore della donna, contrapponendosi ai genitori della moglie ottenne nel 2005 il permesso di staccare il sondino e quindi la morte.
Più scalpore, perché caso italiano, fece il caso di Piergiorgio Welby, che ha ancora di più alimentato i dibattiti riguardo l’eutanasia. Welby era malato di distrofia muscolare, che lo paralizzò totalmente, ma perfettamente nel pieno delle sue facoltà intellettive. Stanco di vivere “scrisse” una lunga lettera al Presidente della Repubblica implorandolo di aiutarlo a morire. Welby venne aiutato da un medico che subito dopo fu accusato di omicidio volontario.
Possiamo certamente notare la somiglianza del caso Englaro e Schiavo entrambi differenti però da quello Welby. Infatti Welby era il malato che chiedeva la morte. Mentre Eluana (e Terri Schiavo) è il malato che non può pronunciarsi. Allora subentra dal punto di vista clinico un tutore. I tutori di solito sono coloro ai quali si chiede il consenso di operazioni chirurgiche e altro di simile. Tutore di Eluana è il padre che afferma di stare compiendo un esplicito desiderio della figlia. Prendono il nome di “Direttive anticipate” o “Testamento biologico” le volontà anticipate della persona per un certo senso dirigere la propria fine anche se incosciente, vegetale. Purtroppo questi provvedimenti non sono consentiti e si pongono allora problemi enormi quale quello di permettere a qualcuno di decidere della morte di altri.
Ma una voce grossissima si esprime riguardo l’eutanasia. E’ la voce della Chiesa che rievoca il diritto alla vita; un diritto più che discutibile.
Perché impedire ad una persona di rinunciare al suo diritto? Perché obbligarlo a vivere? Perché negare la libertà di morire? Non c’è nessuno che ti impedisce di suicidarti quando sei solo. E’ solo il fatto di stare lì inchiodato in un letto ed essere obbligato a chiedere l’aiuto di qualcuno.
Eutanasia, dal greco buona morte. Un metodo assolutamente indolore di concedere di morire a chi è stanco di vivere in condizioni menomanti.
Salvatore Ternullo

domenica 20 luglio 2008

LA NUOVA CROCIATA

Sono 230.000 i giovani di ogni nazionalità giunti a Sidney per la Giornate Mondiali della Gioventù e per vedere il loro Santo Padre. Il che è abbastanza normale. Vicino alle folle oceaniche che accoglievano Giovanni Paolo II nei suoi tours. Tuttavia persistono ancora questioni difficili da digerire. Posizioni che la Chiesa a fatica vuole abbandonare. A tal proposito non dimenticherò mai quanto accaduto il 2 febbraio di due anni fa a Catania. Al Cibali fu guerra urbana. Un morto. L'ispettore Raciti. Il giorno dopo Papa Ratzinger si affacciò dal suo pulpito e non prestò la minima attenzione a quest'episodio di gratuita violenza per lanciarsi in un'invettiva contro gli omosessuali. Questo perchè in un passo della bibbia si legge: "effeminati e sodomiti non avranno accesso al regno dei cieli". Può sembrare poco. Ma al papa basta per definire, nel terzo millennio, depravati gli omosessuali. Che bello sarebbe stato se papa Ratzinger fosse nato nel 400 a. C. in Grecia! Quando il Messia era ancora in là dal venire, e la sessualità non era affatto un vincolo. L'uomo cercava esclusivamente il Piacere, il Bello. Non faceva differenza se lo trovava in una donna o in un uomo. Per procreare le occasioni non mancavano! Non c'erano i pregiudizi che ci sono oggi. E i risultati sono che la crociata del terzo millennio è quella contro i gay. Non possono baciarsi. Per alcuni è reato: atto osceno in luogo pubblico. Non possono manifestare contro le posizioni della chiesa. Vengono picchiati dai ferventi cattolici. E questo è accaduto proprio a Sidney poco tempo fa. Quello che voglio dire è che capisco la lotta della Chiesa per valorizzare la vita contro eutanasia e aborto, ma mi appare anacronistico lanciare crociate contro nostri simili. Colpevoli di essere nati in un certo modo e quindi indegni di mostrare se stessi. In tal modo non si fa altro che generare violenza su violenza. Magari dimenticandosi di problemi ben più importanti. L'ha dimostrato la scienza: l'omosessualità non è una malattia; è una predisposizione genetica. L'ha dimostrato la storia: immaginate se avessero mandato al rogo Leonardo da Vinci? Che scempio! E io conosco un termine per definire tutto ciò: razzismo. Perlomeno ci si aspetta che il papa stigmatizzi gli episodi di gratuita violenza contro gli omosessuali! Purtroppo non abbiamo tutto questo tempo.
Fabrizio Vaccaro