Visualizzazione post con etichetta ambiente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ambiente. Mostra tutti i post

sabato 28 aprile 2012

SICILIA ORIENTALE. LA POLVERIERA PUO' SCOPPIARE DA UN MOMENTO ALL'ALTRO.



FRANCO E SOLARINO SCRIVONO A LOMBARDO

Nel giorni 19 e 20 aprile 2012 si è svolto nell’’Hotel Bellini di Catania (ex Jolly) un convegno organizzato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), con la partecipazione dei massimi esperti europei e internazionali di inquinamento ambientale e relative ricadute sulla salute umana. In questo convegno, quali invitati ufficiali, abbiamo preso parte attiva come esperti locali, e si è messo a punto un progetto pilota riguardante la ricerca di tutta una serie di biomarcatori nella popolazioni residenti nelle tre aree industriali siciliane. Sono state valutate e approvate le varie tipologie di biomarcatori da ricercare e le classi di popolazioni. Da parte nostra abbiamo presentato tutti gli studi epidemiologici effettuati nella nostra area, i dati sulle emissioni e l’inquinamento ambientale, oltre a una dettagliata tipologia dei vari impianti industriali in atto esistenti. Data la maggiore complessità dell’area industriale siracusana rispetto a quelle di Gela e Milazzo, è stato ritenuto indispensabile aumentare il numero e la complessità dei biomarcatori (metalli pesanti, diossine, Ipa e organo clorurati, etc.), in ciò convinti dai riscontri delle indagini epidemiologiche che evidenziano un preciso rapporto di causa-effetto per determinati tipi di emissioni.

Molto apprezzato e ritenuto utile, in quanto a oggi unico, il nostro studio sui metalli pesanti effettuato sulla popolazione femminile in età fertile.
Questo progetto pilota sarà finanziato dall’OMS e partirà entro l’anno, per poi essere esteso negli anni successivi alle restanti aree a rischio di Europa.
Tutti i partecipanti OMS, nelle considerazioni finali, si sono dichiarati ancora più consapevoli della già risaputa grave situazione ambientale e sanitaria del triangolo industriale siracusano e hanno condiviso le nostre proposte di azioni urgenti, quali il controllo in continuo delle emissioni, la delocalizzazione degli stoccaggi pericolosi, la messa in sicurezza di impianti e stoccaggi, considerata l’alta sismicità dell’area, il divieto di coltivare e pascolare nell’area industriale, considerata l’evidente contaminazione della catena alimentare e, a tal proposito, hanno apprezzato la nostra proposta di coltivare l’area esclusivamente a oleaginose da utilizzare come materia prima nella produzione di biodiesel.
Il 10 maggio prossimo, l’OMS produrrà una relazione ufficiale informativa sul Convegno alla Regione Sicilia sponsorizzatrice del convegno.
A leggere i quotidiani di questi giorni, sembra che la presa di coscienza dell’OMS sulla situazione sanitaria e ambientale delle aree a rischio sia in netto contrasto con quanto invece propone la classe politica nazionale e regionale.
1)      Il ministro Clini, cui immediatamente avrebbe fatto eco la Regione Sicilia, si sarebbe dichiarato favorevole all’utilizzazione di frazioni di RSU come combustibile nei cementifici, con la conseguenza che il cementificio di Priolo Buzzi-Unicem, che già brucia copertoni usati e pet-coke di Gela, inquinerebbe ancor di più sotto forma di diossine, metalli pesanti e particolato ultrafine come Lei ha avuto modo di leggere nelle relazioni da noi inviateLe. Praticamente si esce dalla porta per rientrare dalla finestra in maniera peggiorativa, in quanto le emissioni dei cementifici risultano più inquinanti rispetto a un inceneritore, in quanto i loro limiti sono notevolmente più permissivi.
2)      Vengono riportate Sue dichiarazioni circa una rapidaautorizzazione al rigassificatore di Melilli. Al riguardo nutriamo seri dubbi che Lei, con una semplice e prima visita al sito interessato, abbia potuto convincersi a prendere tale repentina decisione. Pensiamo che trattasi di forzature giornalistiche, considerata la fonte, la stessa che in passato ha incensato ripetutamente gli impianti di incenerimento e di rigassificazione. Infatti noi non ci siamo dimenticati di quanto Lei ebbe a dirci il 19.2.12 a Priolo, in relazione all’autorizzazione al rigassificatore, che “mai sarò io a uccidere i miei figli”.
In relazione al rigassificatore vi sononumerosi pareri contrari di esperti, ultimo dei quali, quello del direttore dell’Enea di Bologna, prof. Alessandro Martelli che evidenziava come da un lato la sismicità dell’area e dall’altro il progetto della Ionio Gas che non prevede interramento completo dei 3 serbatoi né l’isolamento sismico degli stessi, sia una decisione avventata. Le ricordiamo che trattasi di un’area sismica di 1° grado. Purtroppo, ufficialmente,  le carte sono in regola per il D.M. del 23/9/1981, che declassò l’area da sismicità S12 a S9, che permane a oggi, nonostante che, dopo il sisma del 1990, vi siano stati ripetuti inviti dei tecnici della stessa Regione (CRU voto n. 431/91) e del GNDT (Gruppo Nazionale Difesa Terremoti) a riclassificarla di 1° grado (S12). Senza contare la contemporanea presenza del rischio militare e del rischio da incidente industriale data la contiguità con gli impianti.
A conferma di queste considerazioni aggiungiamo quanto diffuso da Rainews24 il 18 aprile u.s.(il servizio può essere rivisto sul link http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=27506), in cui esperti come Giuliano Panza docente di Sismologia della Università di Trieste, il prof. Vladimir Kossobokov dell’Accademia di Scienze russa, Carlo Doglioni docente di Scienze della Terra dell’Università di Roma, lo stesso prof. Alessandro Martelli dell’Enea di Bologna e il prof. Raffaele Azzaro, responsabile dell’INGV (Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia) dell’Università di Catania hanno prospettato la possibilità non remota, nella Sicilia sud orientale, di un terremoto di intensità superiore migliaia  di volte  a quello dell’Aquila.
A certa Stampa vorremmo ricordare come in passato, la pubblicità in senso ecologico sul metano sia stata ingannevole, in quanto esso rimane un combustibile fossile come il petrolio e, dalle nostre caldaie e dai turbogas a metano esce, oltre alla CO2, anche una maggiore quantità di nanoparticolato il che contrasta con le preoccupazioni espresse dalla OMS.
On. Lombardo, in base alle evidenze scientifiche acquisite auspichiamo che le Sue eventuali decisioni vadano nella direzione di quanto da Lei sempre sostenuto, che non risulteranno dannose per la sicurezza e la salute dei cittadini e per l’ambiente della nostra area e pertanto auspichiamo che, come a Brindisi, venga negata l’autorizzazione al rigassificatore, in quanto tali impianti vanno fatti in siti sicuri e con le massime garanzie progettuali.
On. Lombardo tutti siamo responsabili dell'ambiente, della sicurezza e della salute di questa martoriata area, noi come cittadini medici e/o tecnici lo siamo due volte, mentre Lei, come cittadino, Medico e Governatore lo è tre volte.

Da Decontaminazione Sicilia e AugustAmbiente,
 Luigi Solarino e Giacinto Franco

giovedì 26 aprile 2012

26 APRILE 1986: CHERNOBYL.

26 aprile 1986: disastro nucleare di Chernobyl, nella ex Unione Sovietica. A distanza di più di 25 anni l'uomo ancora persiste nella strada dell'energia nucleare per ovviare al problema del soddisfacimento energetico. Quando inizierà a puntare su forme di energie "alternative"? Quando smetterà di spremere la natura, sfruttandola per i propri interessi e scopi? Ecco il servizio del Tg1 del 1986 in quei giorni in cui il mondo fu' sospeso tra l'apocalisse e la paura...
Federico Tringali



martedì 10 aprile 2012

A PANTALICA CON "BANTARIGAH" DI 'MARILIGHEA

Un viaggio per conoscere e conoscersi, per vivere la natura e guardarsi dentro. La "Natura" e l'"Uomo" temi portanti dell'edizione appena conclusa di "BANTARIGAH. Le Necropoli rupestri e la Riserva Naturale di Pantalica, del progetto "Viaggi di Conoscenza".
L'istituto "Zaccaria" di Milano per il quarto anno scolastico consecutivo sceglie le proposte dell'associazione 'Màrilighèa di Augusta per il viaggio d'istruzione annuale dei suoi studenti.
Quella offerta da 'Màrilighèa è un'idea di "viaggio" innovativa ed alternativa allo standard generalmente offerto dalle agenzie di viaggi. L'obiettivo unico è l'evoluzione dell'individuo, in questo caso, dello studente. Per far ciò 'Màrilighèa ha trasformato tutti i punti di debolezza delle cosiddette "gite" in punti di forza. Si parte con piccoli gruppi, in questo caso quindici alunni, il pulman serve solo per raggiungere il sito prescelto, ma poi si procede solo a piedi, non ci sono tempi stressanti ma molto rilassati, i menù non si basano sul risparmio e sui gusti dei ragazzi ma sulla qualità, sulla valorizzazione delle specialità della cucina tradizionale e quindi sulla promozione dello slow food. Le guide non sono delle figure esterne ingaggiate a tempo, che conducono lungo itinerari programmati al centimetro, ma fanno parte del gruppo stesso, rimanendo con esso 24 ore su 24 e gli itinerari seppur collaudati e sicuri sono decisi più o meno estemporaneamente. Quartier generale del "viaggio" come sempre l'agriturismo "Porta Pantalica" che ha offerto al gruppo gastronomia e alloggi. 
Il viaggio appena concluso si è distinto da quelli svolti in passato per durata, 4 notti e 4 giorni, e per la varietà degli ambiti disciplinari trattati, flora e fauna sono stati curati dalla naturalista Dott.ssa Natalia Tringali, l'archeologia dalla Dott.ssa Rita Sipala, l'etnoantropologia e la storia dal Dott. Luca Di Giacomo, l'educazione motoria dal maestro Ginnico Andrea Raniolo e la meditazione dallo studente di spiritualità Sebastian D'angelo.
Quattro giorni di trekking intenso sia per la complessità dei percorsi dentro la Riserva Naturale, lungo la Valle dell'Anapo, del Calcinara e, in mountain bike, lungo il sentiero che porta a Giarranauti, che per il coinvolgimento e la fortissima carica spirituale che la natura di questi luoghi riesce a trasmettere. Infine fondamentale l'esperienza che la classe del V ginnasio, accompagnata dal Prof. Marcello Racchini, ha vissuto bivaccando all'interno di una grotta, poco fuori dall'area della riserva e partecipando, nello stesso luogo, alla performance musicale curata dal centro Shloq di Augusta, che ha visto il percussionista etnico Peppe di Mauro accompagnato dal Maestro Salvo Tempio al flauto dolce. Riprese video e audio a cura di Silvio Ballotta.
Interventi teorici al mattino, percorsi trekking durante tutto il giorno e laboratori didattici, tra cui la mungitura e il foraggiamento della vacche, la pulizia della stalla, la produzione dei tipici "cavati" di pasta, della ricotta e del latte di mandorla.
Il risultato più grande? La convinzione che dopo questi quattro giorni i ragazzi nel loro "zaino" non abbiano portato a Milano solo tanta biancheria sporca!

'Marilighèa Augusta

giovedì 5 aprile 2012

"PICCOLE" TAV DI SICILIA

Un TEMA SCONOSCIUTO ai più. Si parla di colonizzazione e scempio militare statunitense. Uno stupro del territorio siciliano, della vita delle popolazioni e delle nostre coscienze perpetrato, nel silenzio, per fare della Sicilia un avamposto di guerra. Dopo la stagione di lotta contro i missili di Comiso, oggi la nuova minaccia si chiama Muos... 
Gianmarco Catalano

Dopo la giornata di Sabato dovremo dire sempre grazie ai meravigliosi “compagni” del comitato NO MUOS, ai racconti di Giuseppe Maida,  che contro il Mulino a vento del Muos si batte come un moderno Don Chisciotte, alla sovversiva allegria di Ciro 7 anni che con disarmante lucidità ti dice che il Muos è come la mafia e per questo noi dobbiamo lottare, alla gente di Niscemi che quasi rassegnata ti diceva che ormai è tutto deciso (ditelo alla gente della Val di Susa ed alla sua lotta che da anni ormai è diventato un modello di resistenza in Italia). Siamo tornati a casa con tantissime domande a cui forse difficilmente qualcuno risponderà: 1) Perché in Sicilia le istituzioni comunali, provinciali e regionali, spesso e volentieri svendono il territorio al miglior offerente; 2) Perché  c’era così poca gente di Niscemi; 3) Perché l’informazione ufficiale, ieri non era presente.

Ma parliamo dei fatti: dovrebbero essere realizzate quattro stazioni di terra con parabole satellitari che entreranno in funzione entro il 2013; sarà il primo sistema di telecomunicazioni satellitari ad altissima frequenza realizzato in un ambiente antropizzato e protetto;  per realizzare questo Muostro si è reso necessario ridurre il perimetro della Riserva “Sughereta” grazie al decreto dell’Assessorato regionale al territorio del 30 dicembre 2009 che ha ridotto notevolmente le aree ricadenti in ZONA A; non sarebbe possibile, quindi, la realizzazione di elettrodotti, acquedotti, linee telefoniche ed impianti tecnologici a rete, ecc. Niscemi insieme a Butera e Gela secondo quanto dichiarato dall’OMS è un territorio ad alto rischio ambientale per la presenza del petrolchimico di Gela. Oltre ai danni da radiofrequenza che subirà quasi tutto il territorio siciliano, nessuno parla o scrive sui possibili danni che potranno subire gli organismi viventi, esposti alle onde elettromagnetiche del MUOS.  Alcuni studi dimostrano che sono possibili gravi danni genetici agli esseri umani, agli animali domestici con conseguenti rischi per il sistema immunitario femminile, il sistema neuromuscolare, e la diffusione di leucemia infantile e malformazioni genetiche.
Ecco perché ieri mentre Niscemi si stava ancora svegliando, e molti politici erano indaffarati ad accaparrarsi i voti per le elezioni del 6 e 7 maggio, un corteo colorato di circa 500 militanti NO MUOS,  si è snodato lungo le vie cittadine per arrivare in Piazza Vittorio Emanuele; lungo il corteo Radio Aut ha realizzato tante interviste, soprattutto di cittadini e commercianti ma anche del Sindaco, di un cittadino “qualunque” che da anni si batte contro il Muos e di un bambino NO MUOS; molti dei cittadini e commercianti intervistati  non sapevano della manifestazione e si sono lamentati della scarsa pubblicità, molti altri invece sono sembrati quasi rassegnati a convivere con il mostro MUOS che devasterà uno degli areali forestali più belli della nostra Sicilia. Dopo il corteo siamo andati a vedere con i nostri occhi la base USA di contrada Ulmo, dove i lavori son quasi a termine ed abbiamo constatato come in un area incontaminata e protetta, dei cervelli sopraffini possano pensare di realizzare uno scempio nel silenzio quasi totale. Dopo questa breve presentazione potremmo considerare concluso il nostro reportage, ma in tempi ormai scarsi di militanza e partecipazione, in  una terra come la nostra martoriata da interessi mafiosi e clientelari, la resistenza di questo piccolo comitato niscemese forse rappresenta una piccola speranza di sopravvivenza alla “montagna di merda” che ci sta quasi sommergendo. L’immagine più bella sicuramente è la Pianta Mosaica di Quercus Suber vista durante il nostro trekking NO MUOS insieme a compagni venuti da Palermo, Catania, Caltanissetta, Agrigento ed ai fantastici compagni di Niscemi. Questa pianta che supera i sei metri di circonferenza, è da ritenersi la pianta più longeva d’Europa; viene definito un patriarca vegetale perché ha resistito per più di quattro secoli alle offese del tempo, dei parassiti ed ai danni causati dall’uomo. Forse però non resisterà al MUOS, ma la lotta continua! Li aspettiamo al Forum Sociale Antimafia di Cinisi dal 5 al 9 maggio.

NO TAV, NO MUOS, NO MAFIA

Cumpà dura sarà!!!


Niscemi Radio Aut

venerdì 2 marzo 2012

NELLE COSE BELLE. di Gianmarco Catalano


E' piacevole stare seduto sugli scogli, specie nel periodo invernale, quando non troppo lontana s'inizia a sbirciare la primavera. Il mare di marzo è affascinante. Il sole è tiepido, scalda ma non cuoce. Un leggero vento fresco accompagna la lettura di un buon libro, slegando i nodi dei più profondi pensieri.
Accanto a me un pescatore. Canna a mulinello, gamberetti per esca, due secchi e un berretto verde. Tutto pronto per il lancio.
Il mare è impegnato a giocare con la scogliera, accarezzandola con onde lente e profonde. Poi inforza, l'onda sbatte più forte, il gioco s'inasprisce e la risacca resta a ornare i fianchi spigolosi dell'isolotto.
Regna il profumo del sale. Il cielo libero si tinge di bianco all'orizzonte.
L'acqua torbida lascia intravedere solo le ombre sparse dei suoi fondali. 
Sull'altra riva, oziano alcuni bagnanti, li trovi lì tutto l'anno, nelle giornate soleggiate, a sfidare le temperature rigide delle acque. S'immergono allegramente senza mostrare il minimo segno di sofferenza. Questione d'abitudine.
Sulla mia sinistra, quel faro ammaccato si consola della compagnia di un guardiano pittore.
Il pescatore è giunto alle terza issata a vuoto. Ci vuole pazienza.
Volto il capo di novanta gradi e scorgo insensate brutture in cemento, che me ne riportano alla mente altre ancora più squallide, a pochi chilometri da qui.  Continuano a sfrattare la campagna costretta ad arretrare. Ecco, adesso è sopraggiunta la collera.   
Ville e palazzoni abnormi e abominevoli.  Recinti da caserme tracciano grigi cortili ed ecomostri.  Dov'è la Bellezza?  Rara e oramai ripudiata da straniera nella sua terra natìa. Ne abbiamo smarrito il senso, la cultura. Una regressione imperdonabile spacciata per 'sviluppo'.
"Bisognerebbe educare la gente alla bellezza - diceva Peppino Impastato - perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore".
Riporto lo sguardo al mare che ho di fronte, lasciando agli occhi il privilegio di perdersi. Gli irriducibili bagnanti si preparano a tornare a casa per il pranzo.  Il sole inizia a ustionarmi e il venticello s'è ritirato. L'onda incalza e gli spruzzi schiumosi saltano ritmicamente.
Dovremmo vivere più spesso la semplicità nella Bellezza, e ricordarcene. Per non rassegnarci.



mercoledì 21 dicembre 2011

UNA TRANQUILLA MATTINA PRENATALIZIA

L'informazione ai tempi nostri: dall'analisi morbosa ed ossessiva dei delitti più efferati, passa drasticamente alle notizie più inutili, omettendo in modo assolutamente ingiustificabile e deplorevole fatti la cui conoscenza sarebbe davvero utile al cittadino. Nello specifico utile a sapere cosa avviene, ormai troppo spesso, dietro casa sua. Zona Industriale Augusta-Priolo-Melilli, martedì 20 Dicembre 2011.
Màrilighèa Augusta 

Clicca qui per il documento di Màrilighèa Augusta su quanto accaduto il 20 Dicembre 2011 alla ISAB-ERG Nord, triangolo industriale Augusta-Priolo-Melilli.

venerdì 9 dicembre 2011

GROSSO GUAIO ALLE SALINE DI AUGUSTA!


Sembrano non avere fine i guai delle saline di Augusta, provocati non solo dall'incuria ma purtroppo anche dalle opere pubbliche realizzate negli ultimi anni.
Il problema emerso recentemente riguarda la realizzazione del nuovo Lungomare Granatello e la scelta, compiuta con troppa leggerezza, di modificare i canali di collegamento delle saline col mare. Gli originali, collocati nei pressi dei pontili per il diportismo, sono stati interrati in difformità rispetto alla Valutazione d'Incidenza (l'area è Sito d'Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale) e ne sono stati realizzati altri lungo il tracciato sotto la sede stradale. In passato avevamo già sottolineato la superficialità di tale scelta che aveva avuto come risultato immediato un anomalo innalzamento del livello dell'acqua all'interno dei pantani e quindi una imprevista alterazione dell'habitat. Al danno iniziale se ne sta aggiungendo uno ben più grave. I canali posti nelle nuove posizioni stanno causando l'insabbiamento di ampie porzioni della salina con conseguente occlusione degli stessi. I canali, come si può vedere dalle foto sono già parzialmente ostruiti e presto lo saranno del tutto. 
D'altronde ci sarà stato un motivo se gli antichi maestri di salina ne avevano congegnato il funzionamento in un certo modo. Il mancato rispetto della vecchia struttura potrà comportare in futuro altri imprevedibili danni. Pertanto urge intervenire con la massima urgenza ripristinando i vecchi canali così come era previsto nel progetto iniziale, eliminare definitivamente i nuovi e ripristinare la profondità originaria nelle porzioni insabbiate. L'opera il cui costo ammontava a 3.590.443,26 euro prevedeva la sopraelevazione del piano stradale, la realizzazione del marciapiede e di una barriera frangiflutti per proteggere la stessa strada dal moto ondoso. Purtroppo già al termine dei lavori l'opera realizzata non ha rispettato le aspettative e il "lungomare" viene puntualmente invaso da detriti e frammenti di posidonia ad ogni mareggiata. Malgrado ciò l'assidua frequentazione da parte dei cittadini dimostra come tale opera fosse gradita e attesa da tempo. Adesso le varianti apportate in corso d'opera potrebbero rivelarsi una sciagura per l'ecosistema delle saline, fragile quanto meraviglioso godimento per gli occhi dei passanti.
Abbiamo prontamente segnalato il problema all'assessorato comunale per le politiche ambientali dal quale hanno garantito massima attenzione. Restiamo in attesa di riscontri concreti.

di Natura Sicula  onlus - Augusta

domenica 6 novembre 2011

SALINE E CASTELLO SVEVO: PRIMI PASSI IN AVANTI.


Grazie all'impegno della sezione Natura Sicula di Augusta, l'Amministrazione Comunale di Augusta ha compiuto i primi passi su due tematiche importanti.
Il primo giugno 2011 è stato emesso con delibera della Giunta Municipale un importante Atto d'Indirizzo per un "Progetto di riqualificazione ecologica delle saline di Augusta". L'atto, come più volte da noi auspicato, tiene conto dell'importanza di garantire la tutela dei valori naturali e storici delle saline ma soprattutto fa riferimento all'esistenza del Sito d'Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale SIC-ZPS ITA 090014 ed al relativo "Piano di Gestione delle Saline Orientali" strumento fondamentale per la corretta gestione del sito. Si attende adesso una traduzione concreta e fedele di tale atto.
L'8 ottobre 2011 si è appreso dalla stampa locale che la Giunta Municipale del Comune di Augusta ha approvato il progetto definitivo di “messa in sicurezza delle pendici della villa comunale lato nord", strumento fondamentale per consentire all’Amministrazione Comunale di partecipare al bando di finanziamento per circa tre milioni di euro. Il progetto prevede la messa in sicurezza anche della cinta bastionata, intervento che dovrebbe scongiurare il pericolo di crollo segnalato in passato dalla nostra sezione e più volte sottolineato.
Tali atti danno merito all'impegno e alla costante e attenta presenza sul territorio della nostra sezione.

Natura Sicula sez. di Augusta

mercoledì 14 settembre 2011

UN RIGASSIFICATORE A PRIOLO-MELILLI SAREBBE UNA FOLLIA, POLVERE DA SPARO PRONTA A ESPLODERE




Priolo-Melilli. Non solo hanno distrutto la nostra salute, 20 km di spiagge e tutto il territorio circostante, ma hanno ancora il coraggio di incrementare i loro sporchi affari a casa estranea con la blasfema proposta di costruire un rigassificatore. Così, oltre a essere un territorio ad alto rischio sismico e un triangolo di veleni, diventiamo anche una polveriera!

Non c’è dubbio che l’unica anima ispiratrice di questi “geniali” imprenditori del nord è il business, davanti al quale si inchinano anche i politici locali. Non c’è salute pubblica, alto rischio sismico e consumo del territorio che regga. Gli industriali che occupano la nostra terra, ai quali i siracusani dovrebbero sputare in faccia perché gli hanno distrutto il territorio e ucciso migliaia di amici e parenti in cambio di una manciata di spiccioli, piuttosto che bonificare dove hanno distrutto e andarsene da dove sono venuti, hanno la faccia tosta di impacchettare in confezione regalo un’altra occasione di scempio ambientale, il rigassificatore.
Che nessuno però pensi che queste “menti sofisticate” comprano le autorizzazioni attraverso pressioni economiche. Giammai! Gli imprenditori della Erg e della Shell, uniti per costituire la Ionica gas, la società che dovrà costruire e gestire il rigassificatore, sono brave persone e pensano sempre al bene collettivo. Infatti non corrompono nessuno. Loro hanno solo previsto le “misure compensative”. Cosa sono? In cambio della realizzazione del rigassificatore, hanno messo a disposizione 43 milioni di euro l’anno. Ovvero 85 miliardi di lire. Una pioggia di soldi irresistibile, piacevolmente annusata dalle amministrazioni comunali di Melilli (16 mln), Priolo (16 mln) e Augusta (11 mln). Difficile rinunciarvi, soprattutto in tempi di vacche magre, com’è adesso per i Comuni. Davanti ai soldi che importanza può avere se la totalità degli abitanti di Priolo e Melilli ha espresso il suo parere sul rigassificatore con una valanga di NO!
Attenzione però. L’ingente somma non è stata messa a disposizione dalla Ionio gas per imbavagliare le bocche, come molti sospettano solo perché periodicamente il petrolchimico finanzia la Festa dell’Angelo a Priolo, i vari Centri per Anziani, il Campo sportivo Erg di Siracusa, il Siracusa calcio, ecc. Stavolta è una cosa seria! Per il rigassificatore ci ricoprono di soldi perchè lor signori pensano esclusivamente al bene collettivo, a “politiche di sviluppo del territorio a favore dei cittadini”. Pensate che creeranno una quantità di posti di lavoro impressionante. In totale assumeranno 140 persone, tra diretto e indotto. Un progetto di distruzione, palesemente insostenibile, in cambio di 140 posti di lavoro, in un territorio attraversato dalla faglia ibleo-maltese, quella che nel 1693 provocò liberazioni di energia analoghe a quelle verificatesi in Giappone pochi mesi fa e che nel 1990 provocò il terremoto di Santa Lucia che, pur con una minore liberazione di energia, produsse vittime e ingenti danni. Un’area in cui, dicono gli esperti dell’INGV, è statisticamente atteso un terremoto di livello distruttivo. Un’area in cui, come se non bastasse, risiede un impianto militare e il più grande impianto petrolchimico del Mediterraneo che alza le sue ciminiere a circa sei miglia dalla faglia ibleo-maltese.
Ma siccome dal rigassificatore ne deriverebbe un fiume di soldi, non bisogna fare tanta ideologia. Basta. Quietiamoci il pensiero. Abbiamo solo da inchinarci davanti al dio denaro e ringraziare. Denaro a valanga dalla costruzione, gestione e manutenzione del rigassificatore, ma anche dalla valorizzazione dei terreni limitrofi. Terreni il cui valore avrebbe una forte rivalutazione perchè accessibili dalla catena del freddo che verrebbe generata, come prodotto di risulta, dal mega impianto. Freddo a costo zero, prezioso per le industrie di surgelamento alimentare. Terreni, vecchi capannoni rugginosi e cadenti, che fino a poco tempo fa valevano zero e che, grazie al mega impianto, arriverebbero a valere cifre a molti zeri.
Ma questa banda di venduti che ci amministra quando percepiranno la differenza tra bilancio ambientale e bilancio economico? Sono talmente scarsi che nemmeno il terzo millennio li ha fermati per un attimo su questa riflessione!

Fabio Morreale - NaturaSicula.it

giovedì 16 giugno 2011

TUTTI AL MARE, TUTTI AL MARE. ATTENZIONE ALLE MACCHIE CHIARE !

Siracusa, 15 giugno 2011.
Con l'inizio della stagione balneare riteniamo utile offrire un quadro degli scarichi fognari che, nell'ambito della provincia di Siracusa, finiscono direttamente in mare, senza passare dai depuratori, causando inaccettabili problemi di inquinamento delle acque e delle coste. Considerato che l'argomento è più tabù del sesso, ne parliamo perchè solo così esso diventa un problema da affrontare e perchè crediamo di fare utile servizio al cittadino che, oltre alla nostra associazione, voglia denunciare alla Procura le amministrazioni comunali responsabili di reato ambientale ( legge n. 152/2006).

Ad Augusta tutta la rete fognaria scarica in mare perchè l'impianto di depurazione è ancora in fase di costruzione. Nella zona Isola e Borgata, così come nelle altre località a quote sottomesse, attualmente esistono 21 scarichi in mare.

Nella città di Melilli, il cui sindaco Pippo Sorbello ricordiamo è stato da poco Assessore regionale all'Ambiente, possiede un impianto di depurazione mai entrato in funzione, con conseguente sversamento dei reflui non depurati nel torrente Martelletto.

La rete fognaria di Siracusa, pur essendo allacciata a due depuratori, è una sorta di colabrodo: in meno di 7 km, lungo la pista ciclabile, presenta 4 scarichi in mare di emergenza (Targia, Mazzarona, Due Fratelli, Cappuccini), in zone ampiamente frequentate da bagnanti.

Ad Avola i liquami vanno a finire in 6 punti diversi del mare perchè l'impianto di depurazione non è ancora andato in esercizio malgrado si prevedeva la messa in marcia entro il 2010.

Il Comune di Portopalo è organizzato come all'età della pietra: non munito di impianto di depurazione, scarica direttamente in mare.

E infine Pachino: i liquami pervengono al depuratore cittadino che però non possiede la capacità di trattare tutta la portata in arrivo. L'amministrazione comunale dice da anni che sta provvedendo alla capacità depurativa e alla realizzazione di una condotta sottomarina per l'allontanamento dei reflui depurati dalla costa, ma intanto è iniziata un'altra stagione balneare.

Fabio Morreale
Presidente Natura Sicula

venerdì 13 maggio 2011

TARGIA, RITORNANO IN MARE LE ACQUE DI FOGNA

Siracusa. Nei giorni scorsi siamo stati tempestati da numerose segnalazioni dei nostri soci in merito alla ricomparsa di liquami nel vecchio scarico fognario di Targia. Il 17 dicembre scorso i reflui furono deviati al depuratore IAS di Priolo in reazione a una denuncia che Natura Sicula presentò in Procura per scarico illegale e abusivo. Un taglio definitivo a quella situazione da Terzo Mondo, ritenuta ancor più assurda in una città in cui vive il Ministro dell'Ambiente Prestigiacomo. Per decenni i liquami della zona nord della città, senza passare dal depuratore, furono sversati direttamente in mare, in barba a tutti i divieti normativi. La costruzione di un collettore che conducesse i reflui al depuratore sembrava la soluzione definitiva al problema ma dopo la realizzazione e la messa in funzione, i disservizi sono così frequenti che troppo spesso i reflui ritornano in mare, per la gioia degli escursionisti e dei ciclisti della pista pedociclabile che da lì passano avvolti da un gradevole... lezzo di fogna. Con eccessiva frequenza il collettore si ostruisce e i reflui riprendono a uscire dal vecchio scarico. Un passo avanti e uno indietro. Praticamente fermi! Questo è il livello di progresso che il comune di Siracusa riesce ad assicurare ai suoi cittadini. Ma il progresso delle altre città va avanti, e la forbice si allarga.
La segnalazione la giriamo con tempestività al Comune e alla SAI8 perchè provvedano immediatamente a risolvere una volta per sempre il problema e perchè non vorremmo arrivare ad affermare che i lavori del nuovo collettore, costati oltre un milione di euro alle casse del Comune, siano stati progettati da illustri professionisti più con i piedi che con la testa.
Fabio Morreale
Natura Sicula Onlus - Siracusa

giovedì 18 febbraio 2010

IL PUNTERUOLO ROSSO CONTINUA A MIETERE VITTIME

La rapida diffusione del famigerato coleottero Rhynchophorus ferrugineus, meglio conosciuto come punteruolo rosso della palma, sta compromettendo seriamente il già esiguo verde urbano della città di Augusta, in buona parte costituito da palme esotiche.
Il punteruolo rosso, originario dell'Asia sudorientale, è arrivato in Italia nel 2004 a causa dell'importazione dall'Egitto di palme infestate e si è rapidamente diffuso sul territorio nazionale, Sicilia compresa: nel nostro territorio è stata segnalata già nel 2008.
Le specie principalmente colpite sono Phoenix canariensis e Phoenix dactylifera, palme ornamentali molto diffuse, sulle quali il parassita trascorre tutto il periodo larvale, nutrendosi dei tessuti della pianta fino a provocarne la morte.
Le palme colpite mostrano nella fase finale dell'infestazione una evidente asimmetria della chioma.
La lotta al parassita non è certo facile, una specie aliena spesso non ha nessun predatore, ma di sicuro non giova la lentezza con cui vengono effettuati gli interventi di distruzione degli esemplari di palma infestati. Da mesi, in diverse zone della città, numerose palme già morte o gravemente compromesse attendono di essere abbattute e distrutte: il caso più evidente in Piazza Duomo, altri casi anche nei pressi della Capitaneria di Porto, del viale Italia (nel piazzale di un distributore di carburante) e all'inizio di Corso Sicilia (vedi tutte le foto).
Invitiamo l'Amministrazione Comunale a sollecitare l'intervento immediato del Servizio Fitosanitario Regionale poiché la rimozione tardiva degli esemplari infestati sarebbe un inutile spreco di denaro pubblico in quanto certamente nel frattempo il focolaio di infestazione si espanderebbe.
Gli esemplari che mostrassero segni di infestazione da punteruolo rosso vanno segnalati al Servizio Fitosanitario Regionale competente per la Sicilia orientale (province di Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Ragusa e Siracusa) utilizzando le seguenti informazioni:
Assessorato Agricoltura e Foreste – Servizio Fitosanitario Regionale - Unità Operativa 54
Via Sclafani, 34 – 95024 ACIREALE (CT)
Tel. 095894538 – Fax 0957649958 - giorni di ricevimento: lunedì e venerdì ore 9-12; mercoledì ore 16-18
E mail: agri1.attivitaompct@regione.sicilia.it
Associazione Natura Sicula Onlus Augusta

giovedì 3 luglio 2008

INCENERITORE AD AUGUSTA. IL RISCHIO E' GRANDE

Il fermo NO al termovalorizzatore ad Augusta è stato un punto di forza della vittoria di Massimo Carrubba alle amministrative appena concluse. Oggi quel no infonde ilarità e preoccupazione, se affiancato alle recenti dichiarazioni del presidente della regione Raffaele Lombardo: "A breve la gara d'appalto per la costruzione dei termovalorizzatori di Paternò, Casteltermini, Palermo e Augusta saranno avviate e concluse". Dunque? C'è chi si ostina a difendere il termovalorizzatore come unica ragionevole forma di smaltimento dei rifiuti. O comunque non inquinante. E' invece provato scentificamente, vedi ultime dichiarazioni del CNR al riguardo, che il termovalorizzatore non fa altro che trasformare i rifiuti dallo stato solido a quello areiforme. Con liberazione di diossina nell'aria. Persino a Brescia, da molti idealizzata a perfezione dello smaltimento dei rifiuti, ogni lembo di terra è ricoperto di diossina. Con effetti non certo invidiabili. Ciò non toglie che il termovalorizzatore sia un'ottima alternativa alle discariche. Tuttavia è difficile per un augustano non opporsi alla costruzione di un impianto del genere nel nostro territorio. E non perchè gli augustani siano egoisti. Semplicemente perchè in termini di inquinamento ambientale, di tumori e di cancri hanno già dato e continuano a dare. Le acque del mare sono sature di mercurio, l'aria è respirabile solo a tratti. E dovremmo ancora caricare di materia inquinante la zona? Sarebbe un'ingiustizia difficile da sopportare. E la speranza è che la nuova amministrazione l0 manifesti. Passando per quel mare che c'è fra il dire e il fare. Non deludendo per l'ennesima volta gli augustani che l'hanno scelta per amministrare il bene comune. L'amministrazione comunale è responsabile della salute dei cittadini. E non è possibile, anzichè bonificare le aree inquinate, continuare a inquinarle. Le soluzioni ci sono; basta trovarle.

martedì 1 luglio 2008

FARO S. CROCE: ZONA BALNEARE O DISCARICA A CIELO APERTO?

Augusta(SR). Ecco come appare la zona balneare più frequentata della città, quella di faro S. Croce, nell'estate 2008. Ma è sempre peggio e sempre lo sarà. Perchè mai si sono svolte pulizie nel litorale o fra gli scogli. Sebbene ospitino bambini, anziani, e gente che vuol fare dell'Estate un momento di relax. A malapena si intuisce che quella di faro S. Croce non è una discarica. Pochi intuiscono persino l'importanza di tenere la zona pulita. Ma in effetti la scogliera è lo specchio di una città sporca e lercia. I marciapiedi sono invisibili. Sepolti dalle macchine e dai motorini parcheggiati. I cestini rigorosamente divelti. I lampioni senza lampadine. E la gioventà augustana passa le sue serate nel buio squallido di una località che dovrebbe essere trattata diversamente. Per accedere al mare bisogna scavalcare alte grate arrugginite. Cercando di evitare di pestare i rifiuti. E pensare che lavori di recupero della zona sono stati fatti solo l'estate scorsa! Complimenti all'architetto! Eppure le soluzioni al problema ci sono. In breve esplicherò quelle più logiche.In primo luogo bisogna ripulire la zona. Anche per rispetto verso i bagnanti.In secondo luogo bisogna mettere i bagnanti in condizione di non sporcare più. Con cestini e punti di raccolta dei rifiuti.In terzo luogo bisogna controllare che nessuno sporchi e punire chi trasgredisce.Per quanto riguarda le piazze al buio la sera. Non resta che mettere lampadine ai lampioni, e punire chi vi parcheggia sopra! Anche perchè un parcheggio pubblico c'è già e a pochi passi!E' molto semplice. Queste sono le nostre proposte. Ad altri l'onore e l'onere di accoglierle e tenerle in considerazione. Fare di faro S. Croce una discarica non conviene proprio a nessuno.Intanto godetevi le foto scattate in mezz'ora scarsa da chi scrive e Federico Tringali. Sono a fianco e c'è di che guardare!
Fabrizio Vaccaro